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21 Agosto 2017

Venti freddi soffiano nel Palazzo Comunale. Altre domande

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Dopo due mesi, siamo ancora in attesa di una risposta da parte del Sindaco Tondinelli sulle 10 domande (diventate ormai 13) che gli abbiamo posto.

Sicuramente avrà avuto altre cose da fare, avrà risolto diverse problematiche che Bracciano oggi si trova ad affrontare. Ad esempio, vuoi che, dopo più di un anno dal suo insediamento, e dopo l’annuncio di Maggio, a Vigna di Valle l’acqua abbia ancora l’arsenico?

Le parole del Sindaco sono state “Il fatto concreto è che i lavori della fognatura entro metà giugno saranno terminati e finalmente questa amministrazione darà acqua ad una frazione che da anni non ne usufruisce”.

In realtà, purtroppo, ci dicono che a Vigna di Valle l’acqua non è ancora potabile.

Ma è estate e sicuramente il Sindaco sarà stato impegnato con la programmazione degli eventi culturali di qualità!

Il programma dell’estate braccianese è…

ah…il programma non è online… o siamo noi a non averlo trovato, o non esiste!

Potremmo parlare dei parcheggi a pagamento

visto che, dopo la delibera di Aprile, le tariffe sono aumentate del 50%, contrariamente alle promesse (a nostro avviso populiste) fatte dal Sindaco in campagna elettorale.

Insomma, cosa sta facendo Tondinelli?

Non sta risolvendo i problemi concreti dei cittadini e non trova neppure un momento per risponde alle nostre domande.

Le nostre domande

Essere ignorati cosi, oltre che essere ben poco cortese dal punto di vista istituzionale, ci ha fatto venire un dubbio… ma non è che le domande erano troppo “compromettenti”?

Come si dice “domandare è lecito, e rispondere è cortesia” ma quando si svolge il ruolo istituzionale di Sindaco, la cortesia dovrebbe diventare obbligo, per trasparenza e per correttezza verso tutti i cittadini.

Non ci dilungheremo sul Panopticon evocato in campagna elettorale sempre in maniera populista, anche perché ormai abbiamo capito che l’accezione era quella letterale, e cioè un controllo totale dei cittadini e dei dipendenti comunali, una gestione quasi militare dei consigli comunali, con il Presidente Testini che svolge il suo ruolo in maniera egregia, quando parla con i Consiglieri di opposizione.

Inoltre quest’ultimo da risposte ai cittadini come se fosse il Vice Sindaco in pectore, e non un membro dell’opposizione. Ma siamo certi che sia solo una nostra impressione e che Testini mai entrerebbe ufficialmente in maggioranza.

In fondo, nonostante la distanza tra le sue posizioni e le nostre praticamente su tutto, gli riconosciamo un’onestà intellettuale e politica che glielo impedirebbe.

Tornando alle 10 domande poste al Sindaco, abbiamo appreso di una comunicazione dell’area Urbanistica della Regione Lazio inoltrata alla Segretaria Comunale, al Capo Area Urbanistica del Comune di Bracciano nonché al Prefetto di Roma, con la quale la Regione invita il Comune di Bracciano a sospendere la procedura concordata con il cittadino Cimaglia.

Ancora sulla delibera di Giunta n. 115/2017

Oggetto della nota è la delibera di Giunta n. 115/2017 (con la quale si voleva concedere al cittadino Cimaglia il rilascio di un permesso di costruire diretto di 9 ville in zona F e la revoca di precedenti dinieghi di condono). Quella delibera ci aveva lasciato un po’ interdetti e ci aveva portato a formulare le 10 domande al Sindaco.

La Regione, dopo aver ricevuto la delibera richiamata tramite un esposto, afferma che sull’argomento aveva già avuto modo di esprimersi negli anni precedenti e che “preso atto della criticità e della rilevanza delle procedure intraprese dal Comune di Bracciano con l’adozione della D.G.C.n. 115/2017, allo stato configurabili in palese contrasto con la normativa urbanistica vigente, si chiede al Dirigente comunale di voler verificare con la massima attenzione ed urgenza lo stato delle procedure descritte e delle criticità riscontrate …”.

Ma non è tutto

La cosa interessante è che le motivazioni della richiesta di sospensione della procedura da parte della Regione Lazio, rispondono per filo e per segno ad alcune delle domande che avevamo rivolto al Sindaco:

Domanda n. 4

“Chi ha fisicamente redatto la delibera n. 115/2017 concernente complesse questioni urbanistiche se è priva dei pareri delle aree competenti?”

Nella nota regionale si legge: “la deliberazione in argomento non risulta contenere il necessario parere tecnico, pur considerando che “l’atto di indirizzo”, impone l’esecuzione di procedure costituenti una vera e propria variante urbanistica che si configura come illegittima”

Domanda n.6

“Lei crede veramente che il terreno di Cimaglia, di circa 17.000 mq, possa ritenersi un lotto intercluso da considerare zona B e in cui poter costruire direttamente senza opere di urbanizzazione? Tale classificazione non dovrebbe averla un terreno che non superi i 1.500 mq?”

La risposta è chiaramente NO, in quanto la Regione scrive che quel terreno “non è identificabile come lotto intercluso per la elevata superfice dello stesso (17000mq) in quanto la norma regionale lo prevede solo per terreni che non superino i 1500mq”.

Domanda n. 8

“Pensa di poter concedere i condoni edilizi previsti dalla delibera n.115, revocando i dinieghi in quanto quelle sono costruzione sul fosso?”

La Regione afferma chiaramente che vi sono ulteriori problematiche relative alla mancanza di urbanizzazione nell’area di riferimento e “la presenza di manufatti abusivi all’interno del comprensorio di proprietà della ditta richiedente peraltro non quantificati ai fini volumetrici”

Domanda n. 9

“Per quale motivo non si limita ad espropriare l’ultimo breve tratto di via del Sassone, invece di autorizzare la realizzazione di 9 ville su un terreno F2 (servizi)? Come farà a rilasciare l’autorizzazione? Farà una variante al Piano regolatore Generale?”

Al riguardo la Regione Lazio scrive: “Ad oggi la destinazione urbanistica del lotto interessato risulta essere di zona “F2 – Servizi privati di interesse pubblico”. Pertanto non risulta che per tale area sia possibile prevedere una lottizzazione riguardante la costruzione di nove villini residenziali”

E ancora: “Voler rilasciare titoli autorizzativi “ora per allora” comporta l’applicazione di previsioni urbanistico-edilizie del tutto illegittime che, se applicate, esporrebbero i titoli da rilasciare ad inevitabili problematiche legate alla realizzazione di manufatti in contrasto con la normativa di PRG”.

La Regione, tra l’altro, sottolinea che già nel 2011 si era espressa sullo stesso argomento inviando una nota al Comune di Bracciano. Perché la posizione della Regione non è stata citata nella delibera 115/2017?

A questo punto

anche se siamo abbastanza soddisfatti delle risposte che, indirettamente, ha dato la Regione Lazio alle nostre domande, proviamo comunque a riformularle in modo ancora più semplice al Sindaco:

  1. È vero che l’avv. Francesco Bianchi è allo stesso tempo avvocato del Comune, avvocato di Arturo Cimaglia e suo avvocato personale?
  2. È vero che l’avv. Giampaolo Torselli è il legale di fiducia di Arturo Cimaglia ed è stato incaricato direttamente dal Comune in un ricorso al Tar (con una parcella di 16824€)?
  3. Perché la Dott. Iole Tomassini non è più al suo posto? Non se la può cavare dicendo che è una sua prerogativa, i cittadini meritano di sapere.
  4. Chi ha materialmente scritto la delibera 115/2017?
  5. Crede veramente che su un terreno F2 si possano costruire 9 villini?
  6. Crede ancora, nonostante la nota regionale sopra citata, che il terreno oggetto della delibera sia un lotto intercluso?
  7. Perché nella delibera 115 non sono citati il parere dello studio Legale D’angelo, la relazione dell’ing. Berdini e la nota della Regione richiamata?
  8. Pensa di poter concedere i condoni edilizi previsti dalla delibera n.115, revocando i precedenti dinieghi?
  9. Perché non espropria l’ultimo tratto di Via del Sassone? Ha intenzione di fare una variante al PRG per far costruire il cittadino Artuto Cimaglia?
  10. Qual è l’interesse del Comune di Bracciano in tutta la vicenda? Sta tutelando gli interessi dell’Ente?

 

E le ultime tre, che le abbiamo posto qualche giorno fa:

  1. L’Assessore Remigio Marini ha pagato il suolo pubblico per il parcheggio che ha utilizzato per il proprio matrimonio?
  2. Quanto ha pagato per questo privilegio?
  3. Era proprio necessario inibire il parcheggio a tutti, anche ai disabili?

Sindaco Tondinelli Le ricordiamo che domandare è lecito e rispondere, quando si è un amministratore pubblico, è un obbligo.

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